Storia della piazza
IL FORO ROMANO
Affermare che Piazza della Repubblica è il cuore antico di Firenze non è un’esagerazione. Corrisponde infatti a questa piazza il magico incrocio tra cardo e decumano che stabiliva
il centro dell’antica Florentia ed è in questa piazza che sorgeva l’antico foro romano, il centro pulsante della vita amministrativa ed economica della città.

LE TRASFORMAZIONI IN EPOCA MEDICEA
Il declino dell’Impero romano portò alla progressiva trasformazione di questo luogo che vide sorgere intorno al suo perimetro le case torri delle più potenti famiglie fiorentine:
già in epoca medievale dell’antico foro romano non rimaneva che la colonna sacrificale che rimase eretta fino al 1431, quando venne sostituita dalla Colonna della Dovizia
(o dell’Abbondanza) ornata alla propria sommità da una statua di Donatello. La piazza però continuava ad essere il centro cittadino per definizione e fu proprio intorno alla
Colonna della Dovizia che cominciò a svilupparsi un ricco mercato cittadino di carni che nel 1568 si arricchì anche di quello del pesce per il quale il granduca Cosimo I fece
progettare la celebre Loggia del Pesce da Giorgio Vasari. Sempre in quel periodo Cosimo I decise di trasferire il ghetto ebraico lungo il perimetro settentrionale della piazza, facendo così
dell’antico foro un quartiere brulicante di genti e di merci.

UNA PIAZZA OTTOCENTESCA AL POSTO DEL GHETTO
La destinazione cinquecentesca della piazza a mercato rimase inalterata fino al momento fatidico dell’Unità d’Italia, quando Firenze assurse al ruolo di temporanea capitale del
Regno. Le grandi ristrutturazioni urbanistiche di quegli anni cambiarono il volto della vecchia Firenze medievale e proprio l’antico foro fu oggetto della trasformazione forse più
radicale: l’antico ghetto ed il mercato vennero abbattuti e la splendida Loggia del Pesce vasariana venne smontata pezzo per pezzo e trasferita in piazza dei Ciompi. Al posto di
quell’antico pezzo di città sorse una moderna piazza in perfetto stile piemontese, il salotto buono della nuova capitale che manteneva un solo riferimento al suo splendido passato:
la Colonna dell’Abbondanza con la sua statua che nel frattempo, nel 1772, era stata sostituita da un’opera di Gian Battista Foggini. Nonostante la ristrutturazione però la piazza
(intitolata a Vittorio Emanuele II di cui campeggiava un monumento equestre oggi trasferito alle Cascine) continuò ad essere quello che era sempre stata: il cuore pulsante di Firenze.
Nei suoi bellissimi palazzi ottocenteschi infatti trovarono subito sede alcuni dei Caffè che avrebbero scritto pagine importanti nella storia della letteratura italiana, a cominciare
naturalmente da Le Giubbe Rosse, luogo di ritrovo di artisti e letterati che ha visto sfilare il meglio della letteratura italiana da Eugenio Montale a Mario Luzi.

IL CUORE CULTURALE DI FIRENZE
Nel Novecento piazza Vittorio Emanuele II è il centro culturale della città: uno ad uno nei suoi palazzi trovano sede i principali quotidiani fiorentini da "La Nazione"
al "Nuovo Corriere" di Bilenchi, mentre gli antichi caffè portano avanti la loro gloriosa tradizione letteraria. Dal dopoguerra la piazza è stata intitolata alla Repubblica
e non ha perso i propri connotati, con i caffè storici e le librerie, gli artisti di strada e i grandi alberghi per tutti è ancora il cuore pulsante di Firenze.

Foto e articoli comune.firenze.it.


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